
Si apre, però, un importantissimo tema, connesso all’adeguatezza e all’efficienza degli impianti elettrici, infrastruttura essenziale per questa evoluzione. Mentre nei nuovi edifici non ci sono, generalmente, particolari problemi, nel caso di edifici esistenti la situazione può essere anche molto diversa. Capita spesso, infatti, che si trasformino i consumi e i carichi, ma senza che si intervenga in contemporanea anche sull’impianto. Ciò può provocare criticità, malfunzionamenti e, in alcuni casi, anche compromettere la sicurezza degli utenti.
La casa consuma elettricità in modo diverso rispetto a vent’anni fa
Il modo in cui si utilizza l’elettricità in casa è cambiato molto negli ultimi vent’anni. Non significa che ogni famiglia consuma a priori più energia, ma sono indubbiamente aumentati il numero degli apparecchi elettrici e le occasioni in cui vengono utilizzati contemporaneamente.
Come nel secolo scorso sono stati la lavatrice, il frigorifero e il forno a rivoluzionare i consumi domestici, negli ultimi decenni si sono aggiunti asciugatrici, climatizzatori, computer, smart TV, sensori, dispositivi intelligenti e numerosi altri oggetti, che rimangono collegati alla rete in continuo. Senza contare che, in molte abitazioni, l’elettricità sta sostituendo progressivamente altre fonti di energia anche per attività che richiedono potenze maggiori, come nel caso della climatizzazione domestica o della cucina.
Il punto, quindi, non è soltanto quanta elettricità si consuma nell’arco della giornata o dell’anno, ma come e quando la si utilizza, visto che spesso si concentra una richiesta di potenza in un intervallo relativamente breve. Di conseguenza, un impianto elettrico progettato molti anni fa può trovarsi oggi a lavorare in condizioni molto diverse da quelle per cui era stato realizzato, anche alla luce alla crescente diffusione delle tecnologie per la smart home.

Quali apparecchi mettono maggiormente alla prova l’impianto
Non tutti gli apparecchi e gli elettrodomestici hanno lo stesso impatto sull’impianto elettrico. A fare la differenza, nel caso di impianti esistenti e vetusti, sono soprattutto quelli che richiedono potenze elevate o che rimangono in funzione per periodi prolungati. Tra questi, meritano particolare attenzione anche gli impianti per la climatizzazione degli ambienti interni, come condizionatori e pompe di calore, che possono rappresentare una voce importante tra i carichi domestici. A maggior ragione nei periodi in cui si registrano temperature anomale o estreme, sia in inverno che in estate.
Discorso analogo per la ricarica delle auto elettriche, che può impegnare una quota significativa della potenza disponibile per diverse ore consecutive. Va comunque sottolineato che, più che il singolo apparecchio, è spesso la sovrapposizione dei carichi a mettere alla prova l’impianto. Per questo, quando si introduce in casa un nuovo dispositivo, soprattutto se ad alta potenza, è utile valutarne l’assorbimento e verificare se l’impianto e la potenza disponibile siano adeguati al suo utilizzo insieme alle altre utenze domestiche.
Fotovoltaico, batterie e smart home cambiano il ruolo dell’impianto domestico
L’evoluzione delle abitazioni non riguarda soltanto l’aumento degli apparecchi alimentati a elettricità. Con la diffusione del fotovoltaico, dei sistemi di accumulo e delle tecnologie per la smart home, cambia anche il ruolo dello stesso impianto domestico.
Una casa dotata di pannelli fotovoltaici, per esempio, non si limita più a prelevare energia dalla rete, ma può produrla direttamente. Se è presente una batteria, una parte dell’energia generata può anche essere accumulata e utilizzata in un secondo momento, anziché essere consumata immediatamente o immessa in rete. L’abitazione diventa così un piccolo sistema nel quale produzione, accumulo e consumo devono convivere e interagire correttamente.
A ciò si aggiungono le tecnologie intelligenti, con sensori, prese smart, sistemi domotici e dispositivi per il monitoraggio dei consumi consentono di controllare e gestire in maniera automatica l’utilizzo dell’energia, per esempio programmando determinati apparecchi o cercando di sfruttare maggiormente l’elettricità prodotta dal fotovoltaico.
L’impianto elettrico assume quindi un ruolo sempre più centrale, non è soltanto l’infrastruttura che porta la corrente alle prese, ma il punto di incontro tra produzione, accumulo, distribuzione e gestione dell’energia all’interno dell’abitazione. Una trasformazione che rende ancora più importante progettare l’impianto tenendo conto non soltanto delle esigenze presenti, ma anche delle tecnologie che potrebbero essere introdotte negli anni successivi.

Potenza del contatore e impianto elettrico non sono la stessa cosa
Nelle nuove case o in quelle esistenti con nuovi impianti elettrici, per evitare problemi di utenze si opta spesso per un innalzamento della potenza del contatore. Per una normale utenza domestica si può, per esempio, passare da 3 kW a 4,5 o 6 kW, così da avere a disposizione una potenza maggiore prima che intervenga il contatore.
Attenzione, però, questo intervento non equivale automaticamente a rendere l’impianto elettrico adatto a sostenere carichi più elevati. Il contatore stabilisce quanta potenza può essere prelevata dalla rete secondo le condizioni della fornitura, mentre la capacità dell’impianto dipende dalle caratteristiche con cui è stato progettato e realizzato. In altre parole, poter prelevare più energia dalla rete non significa necessariamente che un impianto, soprattutto se datato, sia stato dimensionato per gestirla nelle condizioni di utilizzo attuali. Prima di aumentare la potenza o installare apparecchi particolarmente impegnativi, è importante verificare con un professionista che l’impianto sia adeguato ai nuovi carichi e che le relative protezioni siano correttamente dimensionate.
I segnali che indicano che l’impianto elettrico non è più adeguato
Per capire se l’impianto elettrico presenta criticità o inadeguatezze rispetto ai bisogni, non serve attendere un guasto, esistono alcuni segnali che possono indicare un problema. Uno dei più comuni è l’intervento frequente degli interruttori di protezione, soprattutto quando vengono utilizzati contemporaneamente più apparecchi. Le cause possono essere diverse e uno scatto ricorrente non dovrebbe essere semplicemente considerato un fastidio, ma un fenomeno da indagare al fine di individuarne l’origine.
Altri esempi sono prese, spine o adattatori che diventano insolitamente caldi, annerimenti, scintille oppure odore di bruciato. In presenza di anomalie di questo tipo è opportuno interrompere l’utilizzo del componente interessato e rivolgersi a un professionista per una verifica. In generale, se l’impianto è tropo vetusto è sempre consigliata una verifica e una valutazione da parte di un tecnico competente, soprattutto se realizzato antecedentemente alla a prima legge quadro 46/1990, che imponeva di realizzare gli impianti a regola d’arte usando materiali sicuri e conformi alle norme UNI e CEI e oggi sostituita dal DM 37/2008.

FAQ Casa elettrificata e impianto elettrico
L’elettrificazione delle abitazioni modifica profondamente il modo in cui si usa e gestisce l’energia in casa. Ecco alcune delle domande più ricercate dagli utenti in internet interessati al tema.
Come preparare l’impianto elettrico alle esigenze future?
Considerata la progressiva elettrificazione delle abitazioni, se si ristruttura casa è utile considerare tutti gli apparecchi che potrebbero essere installati anche negli anni successivi. Già in fase progettuale è possibile valutare con il professionista eventuali predisposizioni, spazi nel quadro elettrico, circuiti dedicati e caratteristiche dell’impianto che facilitino futuri ampliamenti. Non significa installare subito tutto ciò che potrebbe servire, ma evitare, quando possibile, che l’aggiunta di una nuova tecnologia richieda interventi più invasivi sull’impianto appena rinnovato.
Quando è necessario un circuito elettrico dedicato?
Alcuni impianti e dispositivi caratterizzati da potenze elevate o particolari modalità di utilizzo possono richiedere una linea dedicata, dotata di cavi e protezioni opportunamente dimensionati. La necessità dipende dall’apparecchio e dalle caratteristiche dell’impianto e deve essere valutata dal progettista o dall’installatore.
Che cos’è la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico?
La Dichiarazione di Conformità dell’impianto elettrico, secondo quanto previsto dal D.M. 37/2008, è il documento con cui l’installatore attesta, al termine dei lavori e nei casi previsti dalla normativa, che l’impianto è stato realizzato nel rispetto delle prescrizioni applicabili.
Un sistema di gestione dei carichi può evitare i distacchi del contatore?
Un sistema di gestione dei carichi può contribuire a ridurre i problemi con il contatore, in quanto monitorano la potenza utilizzata e possono intervenire su alcune utenze quando la richiesta complessiva si avvicina alla potenza disponibile. In ogni caso, non sostituiscono il corretto dimensionamento dell’impianto, né risolvono eventuali problemi di sicurezza.
L’impianto elettrico domestico deve essere controllato periodicamente?
Anche in assenza di problemi evidenti, è importante prestare attenzione allo stato dell’impianto, soprattutto se è datato o se nel tempo sono stati aggiunti nuovi carichi. Per controlli più approfonditi è necessario rivolgersi a personale qualificato, che può essere di supporto anche nel capire se e quando effettuare specifiche verifiche.
