Bonus rubinetti: esiste ancora? Alternative, detrazioni e lavori ammessi

Il Bonus rubinetti, o Bonus idrico, non è più attivo nel 2026 come agevolazione autonoma. La misura consentiva di ottenere un rimborso per la sostituzione di sanitari, rubinetti, miscelatori e docce a risparmio idrico. Oggi chi vuole rinnovare bagno o cucina può valutare altre detrazioni, come Bonus Casa 2026 e Bonus mobili, se collegate a lavori di ristrutturazione. Attenzione però a non confonderlo con il Bonus sociale idrico, che riguarda lo sconto in bolletta per famiglie con ISEE basso.

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Bonus rubinetti esiste ancora Alternative, detrazioni e lavori ammessi

Aggiornamento 2026: il Bonus rubinetti, conosciuto anche come Bonus idrico, non è più attivo. La misura permetteva di ottenere un rimborso fino a 1.000 euro per la sostituzione di sanitari, rubinetteria, soffioni e colonne doccia a risparmio idrico, ma era legata alle spese sostenute negli anni precedenti e non risulta oggi rifinanziata come agevolazione autonoma. Chi vuole sostituire rubinetti, miscelatori o sanitari può però valutare altre agevolazioni, in particolare il Bonus ristrutturazioni / Bonus bagno, quando l’intervento rientra in lavori di manutenzione straordinaria e non nella semplice sostituzione del singolo elemento.

Bonus rubinetti o Bonus idrico: cos’era e perché oggi non è più attivo

Il Bonus rubinetti era una misura introdotta per incentivare interventi di efficientamento idrico all’interno delle abitazioni. L’obiettivo era favorire la sostituzione di vecchi sanitari, rubinetti, miscelatori, soffioni e colonne doccia con nuovi prodotti a ridotto consumo d’acqua, capaci di limitare gli sprechi e migliorare le prestazioni degli impianti domestici.

Nella sua formulazione originaria, il contributo prevedeva un rimborso fino a 1.000 euro per ciascun beneficiario, utilizzabile una sola volta e per un solo immobile, fino a esaurimento delle risorse disponibili. Tra le spese ammesse rientravano, ad esempio, la fornitura e posa di sanitari in ceramica con volume massimo di scarico ridotto, rubinetti e miscelatori con dispositivi per il controllo del flusso, oltre a soffioni e colonne doccia con portata d’acqua limitata.

Oggi, però, il Bonus rubinetti non è più attivo come agevolazione autonoma. Non è quindi possibile presentare una nuova domanda per ottenere il rimborso sulle sole spese di sostituzione della rubinetteria o dei sanitari a risparmio idrico. Chi desidera intervenire sul bagno o sulla cucina sostituendo rubinetti, miscelatori o docce dovrà valutare altre forme di agevolazione, a partire dal Bonus Ristrutturazioni, ma solo quando l’intervento rientra in un progetto più ampio di manutenzione straordinaria.

È importante, infatti, distinguere la semplice sostituzione di un rubinetto da un intervento edilizio più articolato. Cambiare solo la rubinetteria, senza modifiche agli impianti o senza lavori strutturali collegati, non consente generalmente di accedere alle detrazioni fiscali per ristrutturazione. Diverso è il caso in cui la sostituzione avvenga nell’ambito del rifacimento dell’impianto idraulico, della ristrutturazione completa del bagno o di altri lavori agevolabili.

Per questo motivo, chi cerca oggi informazioni sul Bonus rubinetti 2026 deve sapere che non esiste più un incentivo specifico dedicato esclusivamente a rubinetti e sanitari a basso consumo, ma restano possibili alcune detrazioni fiscali se l’acquisto e la posa sono collegati a lavori edilizi ammessi dalla normativa vigente.

Chi può richiedere il bonus idrico, la lista dei beneficiari
Il Bonus rubinetti, conosciuto anche come Bonus idrico, nel 2026 non è più attivo

 

Bonus rubinetti: quali erano le scadenze e cosa cambia oggi

Le scadenze originarie del Bonus idrico riguardavano le spese sostenute negli anni precedenti e l’accesso tramite portale ministeriale fino a esaurimento fondi. Oggi, invece, chi cerca un incentivo per sostituire rubinetti, miscelatori, soffioni doccia o sanitari deve verificare se l’intervento può rientrare in un quadro più ampio di ristrutturazione del bagno.

La semplice sostituzione della rubinetteria, eseguita come intervento isolato, in genere non consente l’accesso al Bonus Ristrutturazioni; diverso è il caso in cui l’acquisto e la posa siano inseriti in lavori di manutenzione straordinaria, come il rifacimento degli impianti o la ristrutturazione complessiva dell’ambiente bagno. 

Bonus rubinetti 2023 spese ammesse, requisiti e istruzioni per ottenerlo
Per chi cerca oggi un incentivo per sostituire rubinetti, miscelatori, soffioni doccia o sanitari deve verificare se l’intervento può rientrare in un quadro più ampio di ristrutturazione del bagno

 

Bonus Casa 2026

Anche se il Bonus rubinetti non è più disponibile come incentivo autonomo, chi sta programmando interventi più ampi sul bagno, sulla cucina o sugli impianti domestici può valutare le detrazioni fiscali per chi ristruttura previste dal Bonus Casa 2026.

In particolare, la sostituzione di rubinetti, miscelatori, sanitari o soffioni doccia può rientrare tra le spese agevolabili solo se collegata a lavori edilizi ammessi, come il rifacimento dell’impianto idraulico, la manutenzione straordinaria o la ristrutturazione complessiva dell’ambiente. Non si tratta quindi di un nuovo bonus dedicato alla rubinetteria, ma di una possibilità da verificare all’interno di un intervento più strutturato.

Per conoscere aliquote, massimali e condizioni di accesso aggiornate, è utile consultare la guida dedicata al Bonus Casa 2026, che approfondisce le principali agevolazioni casa 2026 e le detrazioni disponibili per chi intende rinnovare la propria abitazione.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Diverso dal Bonus rubinetti è il Bonus mobili ed elettrodomestici, che non rappresenta un’agevolazione specifica per l’acquisto di rubinetteria, sanitari o miscelatori. Può però essere valutato nel caso in cui la sostituzione degli elementi del bagno rientri in un intervento più ampio di ristrutturazione edilizia.

In particolare, se si sta rinnovando il bagno con lavori agevolabili, il bonus mobili ed elettrodomestici può risultare utile per l’acquisto di arredi per il bagno dopo la ristrutturazione, come mobili contenitori, colonne, pensili o altre soluzioni d’arredo funzionali al nuovo ambiente.

È importante, quindi, non considerarlo come un’alternativa diretta al vecchio Bonus idrico: il Bonus mobili non copre la semplice sostituzione dei rubinetti, ma può affiancare un intervento di ristrutturazione già avviato, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. Per il 2026, la detrazione è prevista su un importo massimo di 5.000 euro per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Da non confondere con … il Bonus sociale idrico

Il Bonus rubinetti non va confuso con il Bonus sociale idrico, che non riguarda l’acquisto di rubinetteria o sanitari, ma consiste in uno sconto in bolletta per le famiglie in condizioni di disagio economico. Il riconoscimento avviene automaticamente se si presenta una DSU valida e l’ISEE rientra nelle soglie previste.

FAQ Bonus rubinetti

Bonus rubinetti: esiste ancora? Alternative, detrazioni e lavori ammessi. Di seguito rispondiamo ad alcune delle domande più cercate dagli utenti online sul Bonus rubinetti, oggi non più attivo come agevolazione autonoma, e sulle possibili alternative fiscali per chi vuole rinnovare bagno, cucina o impianti idrici domestici.

Il Bonus rubinetti esiste ancora nel 2026?

No, il Bonus rubinetti o Bonus idrico non risulta più attivo come agevolazione autonoma. La misura era stata pensata per incentivare la sostituzione di sanitari, rubinetteria, soffioni e colonne doccia a risparmio idrico, ma oggi chi vuole rinnovare questi elementi deve verificare eventuali detrazioni collegate a interventi più ampi di ristrutturazione.

La sostituzione dei rubinetti è detraibile?

La semplice sostituzione dei rubinetti, se eseguita come intervento isolato, generalmente non dà diritto al Bonus Ristrutturazioni. Può invece rientrare tra le spese agevolabili se fa parte di un intervento di manutenzione straordinaria, come il rifacimento dell’impianto idraulico o la ristrutturazione complessiva del bagno.

Quale bonus si può usare oggi per rifare il bagno?

Nel 2026 si può valutare il Bonus Ristrutturazioni, spesso chiamato anche Bonus bagno, con detrazione al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. 

Come funzionano i bonus sui rubinetti?

Aggiornamento 2026: il Bonus rubinetti, conosciuto anche come Bonus idrico, non è più attivo come agevolazione autonoma. In passato permetteva di ottenere un rimborso fino a 1.000 euro per la sostituzione di sanitari, rubinetti, miscelatori, soffioni e colonne doccia con prodotti a ridotto consumo d’acqua. Oggi, quindi, non è possibile richiedere un bonus specifico per la sola sostituzione della rubinetteria. Le spese per rubinetti e sanitari possono eventualmente rientrare nel Bonus Ristrutturazioni / Bonus Casa 2026, ma solo se collegate a un intervento edilizio più ampio, come il rifacimento dell’impianto idraulico o la ristrutturazione completa del bagno. La semplice sostituzione di un rubinetto, eseguita come intervento isolato, in genere non dà diritto alla detrazione. 

Quali sono i vantaggi nell’ottenere un bonus per rubinetti?

Aggiornamento 2026: oggi non esiste più un Bonus rubinetti dedicato, quindi non è possibile ottenere un rimborso specifico per acquistare o installare rubinetti, sanitari, soffioni o colonne doccia a risparmio idrico. Restano però validi i vantaggi legati alla scelta di prodotti efficienti dal punto di vista idrico: rubinetti con aeratori, miscelatori a basso consumo, soffioni con portata ridotta e sanitari con scarico ottimizzato possono contribuire a ridurre gli sprechi d’acqua e, nel tempo, anche i consumi domestici. Se questi interventi sono inseriti in una ristrutturazione più ampia del bagno o degli impianti, è possibile verificare l’accesso alle detrazioni fiscali previste dal Bonus Casa 2026. In questo caso il beneficio non riguarda il singolo rubinetto in sé, ma l’intervento edilizio complessivo entro cui l’acquisto e la posa vengono realizzati.

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Articolo pubblicato il 23 marzo 2023

Bonus rubinetti o idrico: cos’è e come funziona

Il bonus idrico, chiamato anche bonus rubinetti, è un contributo da richiedere una tantum per recuperare, in tutto o in parte, quanto speso per la sostituzione dei sanitari e della rubinetteria.
Lo ha introdotto la Legge di Bilancio per il 2021, prorogando la misura fino al 2023 relativamente alle spese portate a termine nel 2022.

Chi ha sostenuto delle spese nel 2021 ha avuto la possibilità di chiedere il rimborso entro il 30 giugno 2022 fino ad esaurimento delle risorse. Per l’edizione del 2023, relativa alle spese sostenute nel 2022, si dovrà attendere ancora qualche mese, poi il portale ministeriale tornerà operativo per accogliere le domande dei richiedenti.

I pagamenti sono gestiti dal Mite tramite il “Fondo per il risparmio di risorse idriche”, destinato ad incentivare i contribuenti a dotarsi di sanitari e rubinetti più efficienti e quindi di ridurre lo spreco d’acqua domestico.

Istruzioni e scadenze da rispettare

Il bonus idrico/rubinetti consiste in un contributo fino alla cifra massima di 1.000 euro in relazione ai lavori effettuati dal 1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2022. Per quanto riguarda i lavori eseguiti nel 2023 si dovrà attendere il prossimo anno.

La normativa non fissa particolari requisiti, tetti di spesa o reddituali in capo ai beneficiari, il bonus si può richiedere una volta soltanto e fino ad esaurimento dei fondi stanziati per il 2023.

Il contributo, a prescindere dall’importo, non fa reddito e non va a modificare l’Isee o altri indicatori del richiedente.

Chi può richiedere il bonus idrico, la lista dei beneficiari

La Legge di Bilancio ha confermato i requisiti precedentemente previsti: possono averlo i contribuenti persone fisiche maggiorenni, sia proprietari degli immobili che inquilini o detentori.

Qualora il richiedente fosse intestatario dell’immobile o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione) sarà necessario comunicare al titolare dell’immobile la volontà di richiedere il bonus.
La normativa pone poi un limite alle domande: ciascun contribuente può richiedere il contributo una volta al massimo e per un solo immobile. In caso di immobile in comproprietà la richiesta può essere presentata da un comproprietario soltanto.

Quali sono gli interventi ammessi

Il bonus rubinetti o idrico è destinato ai contribuenti che, nell’arco del 2022, hanno sostituito i vasi sanitari in ceramica in bagno con apparecchi nuovi o la rubinetteria sanitaria, anche soffioni e colonne doccia.

Il contributo non richiede l’esecuzione di lavori di ristrutturazioni ulteriori negli altri ambienti della casa. Il requisito indispensabile è che le spese effettuate per acquistare rubinetti e vasi sanitari siano documentate tramite fatture e scontrini fiscali.

Cosa cambia rispetto al Bonus 2022

É ancora possibile richiedere il bonus rubinetti o idrico fino al 31 dicembre 2023 grazie alla proroga confermata nella passata Legge di Bilancio. Infatti questa misura agevolativa faceva parte del pacchetto bonus sostenibilità per il 2022; molti di questi bonus sono stati confermati per tutto il 2023 – come l’Ecobonus e il bonus verde – altri, invece, hanno subito significative modifiche restrittive (è il caso del Superbonus 110%, ridotto al 90% con diverse limitazioni sui possibili beneficiari).

Rispetto al bonus 2022 non ci sono particolari novità: come nell’anno precedente, la proroga ha confermato un tax credit di 1000 euro per chi acquista prodotti che favoriscono il risparmio idrico, quindi sanitari in ceramica con scarico ridotto e a rubinetteria, soffioni e colonne doccia con apparecchi a flusso d’acqua limitato. Invariate le modalità per inoltrare la richiesta e i requisiti dei beneficiari.

L’elenco completo delle spese ammissibili

Passiamo in rassegna le spese e i lavori ammessi nel bonus rubinetti:

● acquisto, smontaggio e posa dei sanitari in ceramica e tutte le opere idrauliche e murarie collegate;

● acquisto, smontaggio e installazione di rubinetti e miscelatori in bagno, lavanderia e cucina (anche i dispositivi per il controllo del flusso d’acqua), dei soffioni doccia e colonne doccia, comprese le eventuali opere idrauliche e murarie collegate.

Attenzione, il bonus rubinetti non è cumulabile

Un aspetto molto importante da chiarire è che, anche per il 2023, il bonus rubinetti o idrico non è cumulabile con altre detrazioni fiscali relative alla fornitura, posa in opera e installazione dei beni stessi. In altre parole, il contribuente che esegue una ristrutturazione in bagno o sostituisce la rubinetteria in cucina deve scegliere tra bonus Ristrutturazioni e bonus idrico.

Quando e come fare domanda

Per richiedere la detrazione si dovrà attendere ancora un po’. Ad oggi non è stato ancora aperto il portale per inoltrare le richieste da parte dei contribuenti. In attesa dell’apertura del portale si consiglia di conservare tutta la documentazione relativa alle spese sostenute nel 2022 (quindi scontrini e fatture), munirsi di SPID o Carta d’identità elettronica, necessarie per accedere alla piattaforma del MITE. L’agevolazione spetta fino ad esaurimento delle risorse finanziarie messe in campo.

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