L’attenzione per l’igiene domestica è cresciuta notevolmente, portando sempre più persone a cercare soluzioni innovative per rendere le proprie abitazioni maggiormente sicure e salubri. Tra le diverse opzioni, le piastrelle antibatteriche rappresentano una risposta concreta ed efficace per chi desideri ridurre la proliferazione di microrganismi dannosi alla salute e migliorare la qualità dell’ambiente interno.
Cosa sono le piastrelle antibatteriche
Le piastrelle antibatteriche sono rivestimenti ceramici dotati di proprietà particolari, in grado di contrastare attivamente la crescita e la proliferazione dei batteri sulla loro superficie.
A differenza dei prodotti tradizionali, questi speciali elementi di finitura integrano materie prime in massa o trattamenti finali che agiscono costantemente contro i microrganismi.
La tecnologia antibatterica si basa principalmente sull’utilizzo degli ioni d’argento oppure del biossido di titanio con proprietà fotocatalitiche. Nel primo caso, gli ioni metallici interagiscono con le strutture cellulari dei batteri, danneggiandone le membrane e il DNA, fino a provocarne la morte. Nel secondo, una speciale reazione attivata dalla luce genera radicali liberi, che distruggono i microrganismi.
Le piastrelle antibatteriche di qualità sono certificate secondo standard internazionali, tra cui principalmente la norma ISO 22196, che misura l’attività antibatterica sulle superfici non porose. Questa certificazione garantisce che il prodotto sia in grado di abbattere la quasi totalità (fino al 99,9%) dei batteri presenti, tra cui i ceppi più comuni, come l’escherichia coli, lo stafilococco aureo e la klebsiella pneumoniae.

I due tipi di protezione
È importante sapere che esistono differenti tipologie di protezione. Le piastrelle che eliminano i batteri presenti sulla superficie possono essere infatti:
- batteriostatiche, che impediscono la riproduzione dei batteri
- battericide, che ne provocano la distruzione.

Materiali e tipologie di piastrelle antibatteriche
Sul mercato sono disponibili diversi tipi di piastrelle antibatteriche, ciascuno con caratteristiche specifiche.
La ceramica antibatterica più comune prevede l’applicazione di additivi specifici sulla superficie, prima della cottura. Il gres porcellanato antibatterico, scelta oggi molto diffusa grazie alla naturale resistenza e durata di questo materiale, integra invece direttamente nell’impasto delle lastre ingredienti speciali, prima della cottura ad altissima temperatura (oltre 1200°C).
Le superfici fotocatalitiche, che sfruttano il biossido di titanio, hanno il vantaggio aggiuntivo di essere anche autopulenti: la reazione non solo elimina i batteri, ma degrada anche le molecole organiche che causano sporco e macchie, però necessita di luce (naturale o artificiale) per attivarsi.
Esistono poi rivestimenti frutto di nanotecnologie all’avanguardia, che possono garantire prestazioni molto elevate.

Dove posare le piastrelle antibatteriche in casa
Le piastrelle antibatteriche sono ideali in tutti quegli ambienti domestici dove l’igiene è prioritaria.
In bagno e nel locale lavanderia, ambienti naturalmente predisposti all’accumulo di umidità e alla proliferazione di muffe e batteri, sono perfette per la pavimentazione, la zona doccia e le specchiature verticali attorno al lavabo o ai sanitari. La protezione antibatterica può infatti ridurre significativamente la formazione di cattivi odori e la crescita di funghi anche negli angoli più difficili da pulire.
In cucina, dove le superfici entrano quotidianamente a contatto con gli alimenti, le lastre antibatteriche rappresentano un investimento intelligente per i top da lavoro, gli schienali dietro il piano cottura e il pavimento, garantendo una maggiore sicurezza nella preparazione dei cibi.
Anche le zone ad alto passaggio, come ingressi e corridoi, possono accumulare naturalmente batteri, portati dall’esterno: un pavimento antibatterico contribuisce a limitare la diffusione dei microorganismi nel resto della casa.
Per chi soffre di allergie o problemi respiratori, le piastrelle antibatteriche possono fare la differenza, per la qualità dell’aria e la riduzione degli allergeni, anche nelle camere da letto.
Le piastrelle antibatteriche sono poi particolarmente consigliate in abitazioni con bambini piccoli o con animali da compagnia.

I vantaggi delle piastrelle antibatteriche
I benefici offerti dalle piastrelle antibatteriche sono molteplici e tangibili:
- abbassamento (documentata da test di laboratorio) fino al 99,9% della carica batterica presente sulle superfici, continua 24 ore su 24, per una protezione costante anche negli intervalli tra un ciclo di pulizia e l’altro;
- prevenzione da muffa e funghi, soprattutto in ambienti umidi come bagni e cucine, con l’eliminazione della comparsa delle classiche macchie scure negli angoli e nelle fughe;
- riduzione dell’utilizzo di detergenti chimici aggressivi per la pulizia ordinaria, perché è il rivestimento stesso a contribuire attivamente al mantenimento dell’igiene, con conseguente risparmio economico e minore impatto ambientale;
- eliminazione degli odori sgradevoli, di cui i batteri sono spesso responsabili.
La durata nel tempo dell’effetto antibatterico è garantita dalla tecnologia insita nella struttura stessa della piastrella, che mantiene efficacia per l’intero ciclo di vita del pavimento o del rivestimento seppure limitatamente ai batteri superficiali: non può infatti agire su contaminazioni profonde o su porzioni non trattate, come ad esempio le fughe (a meno che non si utilizzino anche stucchi antibatterici specifici).

Come scegliere i rivestimenti antibatterici
La scelta di un rivestimento antibatterico richiede attenzione a diversi fattori. In primis le certificazioni ufficiali: la norma ISO 22196 è lo standard internazionale di riferimento per le superfici antibatteriche non porose. Alcuni produttori fanno riferimento anche alla norma ASTM E3031-15 o ad altri standard europei, ma è comunque fondamentale accertarsi sempre che le certificazioni siano rilasciate da laboratori indipendenti e che specifichino i ceppi batterici testati e le percentuali di abbattimento.
Anche il tipo di tecnologia antibatterica utilizzata fa la differenza. Le piastrelle con ioni d’argento hanno il vantaggio di funzionare costantemente, anche al buio, senza necessità di fonti luminose. Le superfici fotocatalitiche al biossido di titanio necessitano al contrario di luce per attivarsi: sono ideali per ambienti ben illuminati o per lo spazio esterno, dunque, ma meno efficaci in spazi bui, come ad esempio ripostigli o cantine.
Anche resistenza e durata dell’efficacia con l’utilizzo sono cruciali, poiché la protezione deve essere permanente, non deteriorabili con il calpestio.
E per non tralasciare il fattore estetico, oggi le piastrelle antibatteriche sono disponibili in una ampia gamma di finiture, di colori e di formati, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di gusto e di stile.

Posa e manutenzione delle piastrelle antibatteriche
La posa in opera delle piastrelle antibatteriche non presenta differenze sostanziali rispetto a quella delle piastrelle tradizionali. Anche in tal caso conviene affidarsi a professionisti esperti, che utilizzino adesivi e materiali adatti, che non interferiscano con le proprietà antibatteriche, integrandoli magari con stucchi ad hoc per le fughe, spesso il punto debole di una superficie ceramica in termini di igiene.
La pulizia va effettuata con prodotti che non creino film o patine superficiali che potrebbero ostacolare il contatto tra batteri e superficie attiva, così come sarebbe bene evitare un eccesso di cere o di prodotti lucidanti. Le aziende forniscono comunque sempre specifiche indicazioni sui detergenti compatibili con le piastrelle.
Tendenze e innovazioni future
Il settore dei rivestimenti antibatterici è in evoluzione, con ricerche che puntano a migliorare ulteriormente le prestazioni.
Le nuove tecnologie si concentrano sulla combinazione di diversi principi attivi, per ottenere un’azione sinergica ancora più potente. L’evoluzione naturale sono però le superfici antivirali certificate anche contro i virus, inclusi quelli della famiglia dei coronavirus. Questi prodotti utilizzano formulazioni specifiche, testate secondo normative dedicate, come la ISO 21702:2019 e la ISO 18061:2014.
Le superfici autopulenti di nuova generazione combinano invece l’azione antibatterica con proprietà in grado di favorire lo scivolamento dello sporco e dell’acqua, riducendo ulteriormente le operazioni di pulizia.
Con la rilevanza delle istanze ambientali, anche sostenibilità e certificazioni eco-friendly si stanno diffondendo: molti produttori evolvono infatti verso trattamenti antibatterici basati su materiali naturali e processi a impatto ridotto, per rispondere alla crescente sensibilità dei consumatori.
L’ultima frontiera sarà poi l’integrazione con la domotica e il monitoraggio della qualità dell’aria indoor, con l’ausilio di piastrelle “intelligenti”, capaci di interagire con i sistemi di gestione e di controllo delle condizioni di salubrità degli ambienti.
FAQ Piastrelle antibatteriche
Le piastrelle antibatteriche offrono una soluzione pratica e efficace per chi desidera limitare la proliferazione di microrganismi nocivi e migliorare la qualità dell’ambiente domestico. Le domande più ricercate dagli utenti online.
Le piastrelle antibatteriche sono sicure per la salute?
Le piastrelle antibatteriche certificate sono totalmente sicure per la salute umana e degli animali domestici, poiché gli additivi utilizzati, come gli ioni d’argento o il biossido di titanio, sono incorporati stabilmente nella struttura ceramica e non vengono rilasciati nell’ambiente. Sono inoltre approvati per il contatto con gli alimenti.
Quanto dura l’effetto antibatterico delle piastrelle?
Per le piastrelle antibatteriche di qualità, in cui il trattamento è integrato in fase di produzione, l’azione è permanente e dura per l’intero ciclo di vita del prodotto. L’efficacia non diminuisce con l’usura o il tempo, a condizione che le superfici siano mantenute pulite.
Si possono installare su pavimenti riscaldati?
Le piastrelle antibatteriche di gres porcellanato sono compatibili con i sistemi di riscaldamento a pannelli radianti a pavimento. La tecnologia antibatterica non viene infatti compromessa dalle temperature moderate generate da questi impianti.
I rivestimenti antibatterici sono adatti anche in esterno?
Molte piastrelle antibatteriche possono essere utilizzate anche in esterno. Le superfici fotocatalitiche sono particolarmente indicate per applicazioni outdoor, dove la luce solare attiva pienamente la loro azione. È però importante verificare che il prodotto scelto abbia le caratteristiche tecniche adatte a una posa in esterno, ovvero sia resistente al gelo e alle intemperie e abbia un grado ideale di anti-scivolosità.
Le piastrelle antibatteriche funzionano contro i virus?
Alcune piastrelle antibatteriche di ultima generazione sono certificate anche per l’azione antivirale, inclusi virus della famiglia dei coronavirus. Tuttavia, non tutti i prodotti di questo tipo hanno la certificazione aggiuntiva: è importante verificare ogni volta le specifiche del prodotto.
I rivestimenti antibatterici costano di più delle piastrelle tradizionali?
I prezzi al metro quadro variano sensibilmente in base al tipo di materiale e alla tecnologia utilizzata. Per il gres porcellanato antibatterico di qualità, il range di prezzo si colloca generalmente tal di sotto del centinaio di euro al metro quadro, esclusa la posa. Le ceramiche antibatteriche possono costare meno, ma anche superare i 100 euro se lastre di grande formato o appartenenti a collezioni di design. In confronto alle piastrelle tradizionali senza efficacia antibatterica, comunque, l’incremento si aggira in un range compreso tra il 30% e il doppio.
Foto in apertura: Mosaico di gres porcellanato full body (10×10 cm) della collezione Pastelli di Appiani
