Radiatori, termosifoni, caloriferi e termoarredi: caratteristiche e differenze

Quando si parla di riscaldamento domestico, si sente parlare di termosifone, calorifero, scaldasalviette, termoarredo, radiatore…. È solo questione di nome o ci sono caratteristiche che li identificano? Alla scoperta delle diverse tipologie

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Radiatore, termosifone, calorifero o termoarredo: differenze

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È finalmente arrivato l’autunno, le temperature hanno iniziato ad abbassarsi e sono arrivate le prime giornate di pioggia. Creare un ambiente caldo e accogliente è la priorità di tutti: non c’è niente di meglio che rientrare in casa e trovarla perfettamente riscaldata. Quando si parla di riscaldamento, sono utilizzate diverse diciture come radiatore, termosifone, calorifero o termoarredo. Ma sapete dire precisamente cos’è un calorifero e come funziona? Oppure cosa s’intende per scaldasalviette? Con questo approfondimento vogliamo affrontare il tema del riscaldamento domestico e delle sue numerose sfaccettature.

Perché parliamo di termosifone?

Questo excursus inizia dalla parola – o meglio dal concetto – di termosifone. Perché abbiamo parlato di “concetto”? Con la parola termosifone non si intende un oggetto fisico, bensì il fenomeno fisico per il quale in un un circuito idraulico si instaura una circolazione convettiva a causa della sola differenza di densità tra volumi di fluido a temperature diverse (fonte Wikipedia).

Questa parola, ormai entrata nell’uso quotidiano, si è ormai estesa ad indicare il calorifero (o radiatore), anche nei casi in cui l’impianto non utilizza lo stesso principio convettivo per la diffusione del calore.

Ma quindi, il calorifero che cos’è?

Abbiamo compreso come il termosifone sia un fenomeno fisico e non il vero e proprio corpo scaldante. Ma quindi qual è il termine corretto per indicare il componente radiante di un impianto di riscaldamento? Quando parliamo del corpo radiante facciamo riferimento al concetto di calorifero: la denominazione, per quanto sia ormai non più utilizzata nella tecnica, trova ancora largo spazio nel linguaggio comune.

A progettare e brevettare il calorifero è stato l’inventore italiano Pietro de Zanna nel lontano 1983 e si trattava di un elemento ad aria compressa. Nel 1955 Franz Karlovich San Galli progettò il calorifero ad acqua, un dispositivo che sfrutta il calore prodotto dalla caldaia e le proprietà di scambio termico dei fluidi.

Le tipologie di caloriferi

Il calorifero (o radiatore) può essere realizzato in diversi materiali tra cui troviamo l’alluminio, l’acciaio e la ghisa. Ciascuna di queste soluzioni offre delle caratteristiche funzionali diverse: iniziamo parlando dei classici termosifoni in ghisa, una soluzione comunemente diffusa in ogni abitazione.

La ghisa è una lega di ferro che viene utilizzata da sempre per la produzione di caloriferi in quanto si tratta di un materiale molto robusto e resistente. Dal look vintage, il calorifero in ghisa è largamente diffuso a causa della sua buona inerzia termica: un dispositivo realizzato in ghisa è in grado di propagare a lungo il calore accumulato. Ma non solo: i termosifoni in ghisa sono modulari e presentano dei costi contenuti rispetto ad altre soluzioni.

Tra gli svantaggi troviamo le lunghe tempistiche di riscaldamento e un iter di manutenzione più complesso.

Il termosifone in acciaio è una scelta dallo stile minimal e contemporanea. Questo dispositivo si riscalda velocemente, ma tende a raffreddarsi altrettanto in fretta. Proprio per questo motivo si tratta di una buona soluzione per ambienti medio-piccoli che hanno bisogno di poco tempo per scaldarsi completamente.

Uno dei plus dell’acciaio è legato al design e alla personalizzazione. L’acciaio è un materiale leggero e può assumere diverse forme: proprio per questo si configura come una soluzione estetica di grande pregio capace di integrarsi in ogni ambiente.

Troviamo infine i caloriferi in alluminio, un’opzione altrettanto elegante e dai costi decisamente più contenuti di un prodotto realizzato in acciaio. Sono resistenti, componibili (proprio come i termosifoni in ghisa), ma possono andare incontro alla corrosione.

radiatore

Il termoarredo, un elemento di design

Il mondo dei sistemi di riscaldamento ha fatto notevoli passi in avanti e quando si parla di estetica non si può non fare riferimento al termoarredo. I tradizionali radiatori hanno un design ormai troppo datato? È il momento di sostituirli con soluzioni moderne ed efficienti, dispositivi dall’allure moderna e dal design innovativo.

In alcuni casi è definito anche scaldasalviette: parliamo di un particolare tipo di calorifero è molto utilizzato in bagno perché consente di posizionare asciugamani e teli così da trovarli riscaldati dopo la doccia. Lo scaldasalviette è composto da due collettori di forma tubolare disposti verticalmente e collegati tra loro da una serie di tubi saldati in modo orizzontale nei quali scorre l’acqua o l’olio.

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La collezione Kermi di Vasco è caratterizzata da linee originali, oltre ad essere un prodotto a basso consumo energetico.

Perché scegliere un termoarredo?

Rispetto ad una soluzione tradizionale, questo innovativo calorifero ha il pregio di occupare meno spazio perché posizionato a ridosso del muro. Tra gli altri vantaggi menzioniamo anche la sua capacità di scaldare l’ambiente e al tempo stesso riscaldare gli indumenti. Un pregio non indifferente per chi desidera avvolgersi in un caldo accappatoio subito dopo la doccia. Stile, efficienza e facilità di pulizia: differentemente da un tradizionale calorifero, il moderno termoarredo si pulisce in modo rapido e più accurato.

L’estetica è il vero plus di un termoarredo: molto spesso si trovano in commercio delle soluzioni capaci di portare il design ad un nuovo livello. A questo link è possibile vedere alcune delle ultime proposte.

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I diversi tipi di termoarredi

Elettrico, idraulico o ibrido? In commercio troviamo diverse tipologie: scopriamone le caratteristiche di funzionamento.

Semplice da installare, il termoarredo elettrico è collegato alla corrente mediante una presa elettrica e dunque sfrutta la resistenza elettrica per generare calore. Questa soluzione è l’ideale in ambienti dove non troviamo un impianto ad acqua o a gas.

Il funzionamento di un termoarredo idraulico è identico a quello di un comune calorifero in quanto il dispositivo è connesso all’impianto di riscaldamento domestico.

Infine troviamo i termoarredi ibridi, ovvero delle soluzioni che integrano entrambe le tipologie di funzionamento. L’utente può scegliere liberamente se utilizzare l’energia elettrica oppure servirsi del sistema di riscaldamento.